No, no e no! Voglio fare da solo!

L’autonomia e l’affermazione del bambino

L’autonomia dei bambini è il risultato di un percorso. E’ determinata da momenti dove il supporto e il ruolo dei genitori e degli altri attori che interagiscono con il bambino, lasciano tracce rilevanti per l’acquisizione delle nuove competenze.

Per lo sviluppo di un loro pensiero, per la costruzione dei propri gusti, delle personali abilità e valori, ma anche per la consapevolezza dei propri limiti e difetti, è importante che i bambini sviluppino un senso critico. Affinché questo avvenga, è compito dell’adulto, e primariamente dei genitori, educarli in tal direzione. Che il bambino abbia una personale opinione o sia in disappunto con quello che dice il genitore, non è propriamente sbagliato: testimonia invece un grado di maturazione della personalità.

In questa riflessione potremmo iniziare soffermandoci sul fatto che sicuramente il comportamento del bambino è il frutto dell’interazione che scaturisce dalle abitudini e dalle regole che vengono trasmesse e il temperamento personale. Le neuro-scienze ci confermano infatti, che ogni soggetto ha delle competenze innate che gli consentono di interagire, influenzando talvolta l’accudimento da parte dell’adulto.

Ecco perché dico sempre che non ci sono ricette universalmente adatte per l’educazione dei bambini, ma piuttosto quanto è importante conoscere il proprio figlio e riconoscerlo nella sua unicità. Questo permette senza dubbio una versatilità alle situazioni e ai cambiamenti.

L’obiettivo reale dell’educazione è quello di offrire occasioni in cui il bambino possa fare esperienza di autoregolazione e quindi possa sviluppare competenze valide per il superamento degli ostacoli o per la comprensione del fallimento e quindi che si dimostri in grado di vivere in modo resiliente.

Ma allora quali sono gli atteggiamenti giusti da utilizzare nell’educazione dei figli? Sottolineando che lo scopo di questo scritto è quello di aiutarci a riflettere, ricordiamo, come detto sopra, che ogni bambino è unico e quindi non ci sono ricette spendibili per tutti in egual modo.

Ogni età ha le sue abilità: non è possibile delegare al bambino di due anni la gestione autonoma dell’organizzazione del pasto, piuttosto che della pulizia o il riordino, ma sarà opportuno che lo si accompagni e sostenga. I bambini attorno ai 2/3 anni (anche se fin dal primo respiro fanno in modo di trasmettere il loro senso di volontà) iniziano a dimostrare un forte senso di affermazione e vorrebbero imporre i loro desideri e fare tutto quello che vogliono. L’adulto non di rado si trova spiazzato da tanta insistenza e finisce spesso per cedere e farsi sopraffare dalle “idee” del piccolo protestante. Il genitore però, ha una responsabilità educativa e ha la reale funzione del limite e di trasmissione dei confini, fondamentali per lo sviluppo della personalità e la sicurezza del proprio essere. Proviamo a pensare ad un ragazzo adolescente, che non ha maturato il senso del pericolo, piuttosto che interiorizzato competenze per la gestione di conflitti e delle frustrazioni: si esporrà a situazioni di difficoltà e i rischi nell’avanzamento dello sviluppo saranno che non avrà interiorizzato il senso del limite e dunque di incapacità a fermarsi davanti al pericolo, ma anche di non accettazione del rifiuto da parte del mondo esterno. Quali potrebbero essere le conseguenze?

I genitori sono chiamati a disegnare confini nel campo di azione dei figli e a modificarli continuamente in base alla crescita, riadattando le regole in funzione alle esigenze dell’età di sviluppo.

Gli adulti non dovrebbero temere di “ferire” i propri figli: un bambino che si sente ascoltato, accolto nel suo modo di essere e quindi che sperimenta anche la discordanza tra il suo volere e quello dell’adulto di riferimento, apprenderà più facilmente ad interagire con l’altro in modo più naturale e calmo. Ascoltare ciò che ha da dire è fondamentale, tanto quanto comunicargli bene le nostre decisioni: il bambino comprenderà che anche se la sua opinione non sarà sempre rilevante per la modifica dello stato delle cose, imparerà che la sua parola però viene ascoltata e che nelle relazioni l’obiettivo non è avere ragione, ma piuttosto ascoltare ed essere ascoltati.

Ma facciamo un esempio che spesso mi capita di sentire come problematica e che ha fatto nascere proprio questo articolo legato alla lettura dell’albo illustrato edito da #SalaniEditore: i bambini, potessero decidere, potrebbero uscire di casa indossando un mantello da supereroe o attrezzarsi per il mare in pieno inverno, ma credo sia evidente a tutti che questo non è sempre possibile. I bambini, fino ad un certo grado di maturazione, potrebbero non avere le competenze per comprendere e accettare certe limitazioni, ecco perché spesso nel momento della routine del vestiario si scatenano lunghe guerre tra pianti e capricci. Sarebbe buona cosa non far ritrovare il bambino in una situazione che potrebbe non saper gestire.

Potremmo, per esempio, pensare di lasciar scegliere al piccolo cosa indossare, ma tra una scelta limitata già predisposta dal genitore. Sarà così offerta al bambino l’opportunità di decidere cosa indossare, ma la selezione rimane deputata all’adulto.

Come detto all’inizio, i bambini nascono con delle competenze naturali le quali hanno necessità di essere curate e alimentate; gli adulti dovrebbero permettere che queste qualità si mantengano e trasformino. Proviamo a pensare ad alcune strategie per sostenere i talenti dei piccoli:

  • Diminuire gli interventi. Sostituirsi indifferentemente dalla possibilità e soprattutto dall’interesse del bimbo, non è una buona strategia per valorizzare le autonomie del bambino.
  • Proporre occasioni di scelta quando riteniamo che ne siano capaci.
  • Aiutarli a comprendere che le scelte che si fanno hanno del conseguenze

In ultimo, ma non di meno importanza, è buona cosa ricordare che, in quanto adulti responsabili dell’educazione dei figli, non sempre domandare è la scelta migliore, specialmente quando non si è disposti ad accettare la risposta differente da quella che ci aspettiamo.


Clicca sul link : potrai vedere e ascoltare la storia tratta dall’albo illustrato “Non si toglie” di S. Yoshitake.


Mi auguro che questo sia per te uno spunto di riflessione. Se tu avessi però necessità di un supporto, puoi contattarmi qui troveremo insieme una strada per il tuo modo e la tua famiglia.

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