Un palloncino blu: strategie inclusive

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Antonino porta sempre con sé il suo pentolino che lo rende diverso dagli altri. Ha moltissime qualità, ma spesso la gente si limita a considerare solo il fatto che trascina ovunque un pentolino. Lo trovano strano.

Un giorno Antonino decide di nascondersi, pensando che così le cose saranno più semplici. Poco a poco la gente lo dimentica. Per fortuna però, esistono persone che si dimostrano straordinarie…

Lo spettro autistico causa deficit nelle competenze relazionali dei bambini e dei ragazzi. E’ necessario fornire loro strumenti adeguati per favorire l’interazione con gli altri.

La scuola è chiamata ad accogliere e fornire un sostegno adeguato, collaborando con la famiglia, ma anche con i professionisti di riferimento. Il primo compito vede gli insegnanti impegnati a redigere il PEI (piano educativo individuale), il quale dovrebbe tenere conto di tutti gli aspetti del bambino, soffermandosi particolarmente sulle sue potenzialità e permettendo così di strutturare le attività e gli apprendimenti in modo adeguato e funzionale.

In classe sarà opportuno:

  • Quando il bambino entra in aula, dovremmo cercare di incoraggiare le occasioni di saluto, sia verso l’insegnante, sia verso i compagni.
  • Favorire opportunità di condivisione con gli altri dei propri oggetti, senza forzature.
  • Cercare di trovare strategie che permettano al bambino di catturare e richiamare l’interesse degli altri, vivendo così occasioni di interazione.
  • Aiutare il bambino nel trovare linguaggi comunicativi che gli permettano di chiedere aiuto in caso di necessità.
  • Favorire l’inclusione nella classe grazie ad attività coinvolgenti e condivise.

Nella dimensione quotidiana, considerando che sono presenti nel comparto scuola delle strutture e delle abitudini che possono intaccare su quelle dei bambini nello spettro autistico, potrebbero non mancare situazioni di crisi e scoppi di collera. Sarà di fondamentale importanza l’osservazione del comportamento e imparare quindi ad anticipare e gestire al meglio il problema senza pretendere di forzare bruscamente il bambino per ottenere dei cambi di abitudine.

Anticipando le situazioni diventa possibile aiutare i bambini a trovare nuove strategie e insegnare loro nuovi comportamenti adattivi e funzionali. In questo senso potrebbe essere utile:

  • rispettare i tempi del bambino
  • pianificare la giornata e le attività insieme, così da offrire un’organizzazione anticipata (diario o agenda visiva, linea del tempo…)
  • valorizzare l’autonomia e l’organizzazione per la gestione dei propri materiale
  • alimentare e facilitare i tempi di condivisione con il gruppo dei pari all’interno della classe
  • organizzare l’ambiente: è importante prestare attenzione all’organizzazione e disposizione degli spazi, affinché siano favorevoli e funzionali
  • aiutare il bambino a leggere e riferire il proprio stato emotivo (l’utilizzo delle immagini è un validissimo strumento)
  • facilitare la lettura e comprensione dei comportamenti (condivisione di storie, immagini raffiguranti il comportamento e l’effetto)
  • promuovere e rinforzare i comportamenti positivi, valorizzando i successi (stilare degli obiettivi, avvalersi eventualmente di premi e rinforzi)

Se è pur vero che le teorie che si dimostrano più funzionali sono quelle che derivano dal comportamentismo e cognitivismo, credo fermamente nella ricchezza del soggetto. La relazione che si instaura con un bambino nello spettro autistico è il valore aggiunto che permette di aiutarlo a trovare, insieme al nostro impegno e incoraggiamento, le migliori strategie per affrontare la quotidianità.

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